Ciao Michele,
sono seduta davanti al mio pc e continuo a pensare a te... dopo essere venuta a salutarti di persona...
a te che venivi "disturbato" dalle mie chiamate mattutine perché incapace di risolvere piccoli problemi quotidiani legati a questa tecnologia moderna...
a te che pazientemente ascoltavi e appena potevi intervenivi...
a te che l'ultima volta che sei stato dei nostri ti abbiamo preso in giro mentre eri in collegamento con Roma in vivavoce (ovviamente indisturbabile) ed appositamente siamo passate da te per salutarti in coro e sei scoppiato a ridere...
a te che poi sei venuto nel nostro ufficio e ci hai letteralmente detto: “Siete delle bastarde” seguito da una delle tue coinvolgenti risate...
Queste parole magari per altri saranno sciocche, senza senso, ma non per me...
Non ti conoscevo solo per il tuo lavoro, ho avuto modo di conoscerti molto tempo prima tramite amici in comune...
Non so perché ma mi è rimasto comunque un vuoto...
Soprattutto ricordando che, chiamalo sesto senso, la mattina che ci hai lasciati ho chiesto tue notizie... ed ho anche riso leggendo la risposta inviata alle colleghe mentre te ne stavi rinchiuso nella tua tenda lassù... in alta quota... e ci invidiavi il sole ed il caldo perché stava nevicando...
Ti voglio ricordare così, con la tua paziente bontà...
Con il tuo sorriso...
Con la tua risata piena di energia...
Con i tuoi occhi lucidi di felicità pensando al tuo sogno...
Quel sogno che non si è avverato nella materialità ma si è avverato nell’anima...
Quell’anima che qualcuno a voluto tenere lì su quella splendidamente magnetica montagna...
Ora ti saluto,
prima o poi ci rincontreremo, ma intanto dai coraggio ai tuoi cari che sentiranno la tua mancanza ma non mancherà loro l'affetto di tutti noi che ti abbiamo conosciuto...
Con Affetto